Sono aperte le iscrizioni al GREST FERRI 2021 
dal 12 al  30 luglio 
“UNA BELLA STORIA ” 
 
 
 
 
DURANTE LA SETTIMANA  
LA CHIESA E' SEMPRE APERTA 
GIUGNO 2021 
 
 
Un anno di preparazione 
L'anno pastorale 2021-2022 ci prepara alla celebrazione del Sinodo diocesano, che si aprirà ufficialmente il 5 giugno 2022, solennità di Pentecoste. 
Un anno importante da cui dipende la qualita del Sinodo, che dovrebbe vedere la convocazione e l'appassionamento dell'intera Diocesi; un tempo per far nascere una sinodalità affettiva che poi si concretizzerà nel Sinodo vero e proprio. 
Non possiamo limitarci a conoscere cos'e un Sinodo: e importante che ci sentiamo stimolati e interpellati fin dall'inizio a prendervi parte. Il modo migliore perché avvenga questo coinvolgimento è attivare fin d'ora delle piccole esperienze di sinodalita: si impara meglio sperimentando e contribuendo subito a quella partecipazione e corresponsabilita che il Sinodo richiede e insieme promuove. 
Un anno pastorale, quindi, che vorrebbe sensibilizzare coinvolgendo e far conoscer  sperimentando. Un anno che apre un processo che ci vedrà tutti in cammino per iniziare a delineare i tratti di quello che il Signore chiede a noi suoi discepoli e alla nostra Chiesa.  
IL PRIMO ASCOLTO PER ENTRARE NEL SINODO 
Tutto questo puo essere realizzato mettendo in atto gia da subito un primo ascolto, diverso da quello che, nel secondo anno, verterà specificatamente sui temi del Sinodo. 
Questo primo ascolto intende mettere a fuoco i "punti di rottura" e i "germogli" che vediamo nella vita delle persone e nelle nostre comunità. Questo interrogarci senza separazioni, in modo ampio e "concentrico", a livello esistenziale e relazionale, sociale ed ecclesiale, ci aiuterà a guardare con consapevolezza la realtà con le sue "rivelazioni", in cui convivono criticità, speranze e novità già messe in atto. Si potrà riconoscere il tanto bene già presente nella vita delle persone e guardare con occhi aperti e fiduciosi le nostre comunità cristiane. Si potranno registrare stanchezze e fatiche, aspetti problematici del quotidiano, dissonanze e fratture, ma anche slanci e desideri che stanno già germogliando, elementi generativi e di consonanza, che donano pace. 
L’obiettivo dei "punti di rottura" e "germogli" non sarà unicamente quello di registrare l'esistente ma anche di aprire a un sogno e una visione di Chiesa; quasi raccogliere i nostri desideri e intuizioni verso una rinnovata forma di Chiesa. Auspichiamo, pertanto, che il Sinodo diocesano non assuma solamente il contorno di un impegno ulteriore, ma che venga avvertito come un'opportunità per ripartire insieme, avviando e promuovendo processi di cambiamento. 
Desideriamo che questo primo ascolto sia narrativo e "di annuncio”: le persone raccontandosi faranno esperienza del Signore Gesù, riconoscendolo presente e vivo dentro la propria vita. Nel primo ascolto si privilegerà l'incontro con gli altri e con il Signore, che ci conosce per nome e ci ama. Quanto emergerà da questo primo ascolto verrà messo nelle mani della Commissione preparatoria, chiamata a elaborare e definire i temi specifici del Sinodo. (continua
 
Dalla riflessione del vescovo Claudio, in occasione della Celebrazione eucaristica 
e Indizione del Sinodo diocesano 16 Maggio 2021 
 
Sono per noi oggi le parole di Gesù: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura». Se questo mondo attraversa giorni difficili, l'amore di Cristo ci spinge con maggiore abbondanza di Grazia. Grazia divina che diventa in noi dono d'amore, interesse e dedizione gratuita, impegno per il bene e la giustzia. Grazia che, offrendoci la forza dello Spirito Santo, scende su noi e ci rende testmoni del Vangelo ad ogni creatura. Il Sinodo diocesano si inserisce in questo mandato missionario e diventa la strada per seguire Gesù. Altra espressione del Vangelo di oggi: «Allora essi patirono». Si misero sulla strada, guidati dallo stesso Spirito e dalla stessa Parola, quelli di Gesù. Sulla strada, insieme, uniti: è esattamente ciò che intendiamo per Sinodo!  
Camminare insieme è per me speranza e preghiera. In realtà immagino che siano la speranza e la preghiera di ogni vescovo, ma anche di ogni presbitero e batezzato, di ogni padre e madre che vogliono realizzare la propria famiglia nell'amore! 
Sinodo è speranza. La speranza si accende quando ci si sente chiamat a raggiungere una meta impegnativa, alta, bella; quando ci si aspetta qualcosa di più, quando si possiedono beni che si desidera condividere con le persone a cui si vuole bene. Questa speranza è dell'intera comunità dei bateezzati che è composta anche da presbiteri, da diaconi, da consacrate e consacrati, dalle diverse ministerialità e carismi presenti nel popolo di Dio; e che percepisce il pericolo della dispersione, della frantumazione e che desidera orientarsi anche comunitariamente secondo la volontà di Dio Padre. 
Sinodo è anche preghiera. È la preghiera, in comunione con la preghiera sacerdotale di Gesù, di saper camminare insieme, arricchiti dalle nostre usanze ma anche andando oltre, superando le nostre resistenze e vincendo presunzioni e individualismi. È preghiera di invocazione: che siano una cosa sola!». Preghiera che assomiglia a quella dei poveri, di coloro che invocano da Dio giustizia e dignità, senza pretese perché sono poveri; le invocano come Grazia. Il Sinodo nasce dal desiderio del Vescovo di rendere possibile la strada del futuro e della missione. Strada da percorrere tutti insieme, ognuno con il suo carisma, «avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace», al servizio di tutti coloro che il Signore ama. 
«Perché oggi? Sono trascorsi circa sessantanni dalla celebrazione del Concilio Ecumenico Vaticano II: il soffio dello Spirito Santo ha raggiunto tutta la Chiesa cattolica aprendo orizzonti pastorali ricchi di novità; tra questa l'attenzione alla Chiesa locale, là dove vive e si manifesta la Chiesa Una, Santa, Cattolica ed Apostolica, là dove si realizza la piena vitalità dello Spirito. Qualche anno fa, nel 2013, il Santo Padre Francesco con l'esortazione apostolica Evangelii Gaudium ci ha sollecitata a continuare nel cammino conciliare del rinnovamento pastorale. 
È tempo quindi di una sintesi ecclesiale che permetta di guardare al futuro "insieme", con un rinnovato coraggio; anzi con un rinnovato entusiasmo. È venuto il tempo di favorire il futuro e di andargli incontro mettendoci in ascolto dello Spirito del Signore Risorto. Grazie al Cielo, non ci sono rotture e tensioni straordinarie. Il nostro è tempo di pace e quindi è tempo favorevole per una riflessione serena e per scoprire la vocazione della nostra Chiesa patavina, per guardare con fiducia avanti. D'altra parte questo tempo pone molte sfide a livello ecclesiale, sociale e sopra tutto culturale: il Covid-19 le ha evidenziate e noi le accettiamo, obbedienti alla nostra vita concreta, come spazio per la missione di preparare ai nostri figli un domani e una terra, sempre promessa, «dove scorrono lae e miele». 
L'Eucaris6a è metafora del Sinodo: l'Indizione corrisponde al movimento di convocazione, che rende possibile il radunarsi dell'assemblea per la celebrazione. Atto al quale normalmente non prestiamo particolare attenzione perché negli ultimi secoli e decenni era dato per scontato. Erano sufficienti le campane per avvertire e chiamare a raccolta il popolo. Indire evoca il fatto che qualcuno ti7 chiama, che ti cerca ed esprime la volontà di incontro, di relazione: è il vescovo, oggi; è la tua comunità, ogni domenica; è il Signore stesso, sempre. 
Alla convocazione corrisponde una risposta: Vado o non vado? La risposta esprime qualcosa anche di te, della tua relazione con il Signore, con gli altri della comunità, con i padri e le madri della tua fede: sai che ti aspettano! Nasce così il movimento, una specie di pellegrinaggio, che ti fa uscire di casa e camminare verso la Chiesa, dove sono gli altri a cui sei legato nella fede. Uscire di casa dice la tua scelta di stare con gli altri. A volte  questo uscire è faticoso, altre volte è una gioia. Non sono tempi senza senso o inutili quelli della convocazione: fanno parte del nostro essere persone, fasci di relazioni, di corpo, di tempo. Sono i tempi del cuore pastorale che attende, dello spirito missionario che cerca, del calore dell'amicizia e della familiarità. 
I sentimenti e i pensieri che ci accompagnano mentre camminiamo verso la comunità riunita, sono già parte dell'Eucaristia, ci preparano e ci rendono disponibili a vivere l'incontro. Rendono possibile il nostro scambio di sguardi, di strette di mano, di saluti amichevoli e fraterni, e ci preparano all'abbraccio del Signore. Sentendoci convocati dallo Spirito santo nel nome del Padre e del Figlio, accogliamo quelle braccia aperte con le quali chi presiede ci accoglie nella Pace, nella Grazia, nell'Amore, nella Comunione trasformando il nostro camminare verso la chiesa in pellegrinaggio verso il mistero di Dio. 
Indico quindi il Sinodo: suono, usando una immagine, le campane, invito le comunità e i cris7ani, chiedo loro di me$ersi in cammino verso il Signore, la sua Parola, la sua Chiesa. 
 
 
 
A tutti i cristiani e cristiane della Chiesa di Padova, 
in particolare, ai presbiteri e diaconi, 
ai Consigli Pastorali Parrocchiali, 
ai religiosi e religiose, 
ai responsabili di movimenti, associazioni e gruppi ecclesiali 
 
"Nessuno da solo puo riuscire a far attraversare alla Chiesa questo tempo difficile.  
Il nostro non e un tempo di fondatori ma di riformatori. Non abbiamo bisogno  
di  geni  solitari, ma di chiese che si mettano in movimento" (Stella Morra). 
 
Innanzitutto un saluto caro e riconoscente a tutti e a tutte le nostre comunita, accompagnato da un ricordo affettuoso per gli ammalati, i sofferenti e per chi si trova nella precarieta. Siamo nel tempo della fragilità che ci invita a rinsaldare strade di fraternità, consapevoli che l'unica salvezza possibile e quella che riguarda tutti. Colgo l'opportunita dellfinizio della Quaresima, tempo di "esodo" e di "conversione", per comunicarvi la decisione di indire un Sinodo diocesano. Come sapete, dopo un lungo cammino di discernimento comunitario, nell' ottobre scorso ho recepito favorevolmente il consiglio autorevole dei due Organismi di comunione diocesani Consiglio Pastorale Diocesano e Consiglio Presbiterale, arrivando a proporre il Sinodo diocesano per un volto rinnovato di Chiesa in questo tempo inedito. Successivamente ho nominato una Segreteria incaricata di seguire i vari passi del Sinodo 
Perché un Sinodo? 
 
Molto probabilmente questa e la domanda che ci stiamo facendo tutti, immaginando anche il carico di impegno e responsabilita che ne consegue.  Il nostro contesto sociale e culturale, indubbiamente, ci mette davanti molti gpercheh: la nostra realta non e piu statica e lineare, non procede piu in modo prevedibile, schematico e strutturabile. Alcune domande profonde ci abitano e scuotono: Perche credere? Perche evangelizzare? Perche la parrocchia oggi? 
Potremmo trovare delle risposte gorganizzativeh, ma questo non cambierebbe lo stile del nostro stare dentro il mondo, comunicando il Vangelo della gioia. Ci accorgiamo, pertanto, che abbiamo bisogno di apprendere insieme e di maturare insieme una intensa vita spirituale che ci permetta di cambiare e di rinnovare quello che stiamo facendo. Si tratta non di fare cose nuove, ma di rendere nuove tutte le cose. Il fatto di camminare insieme e di apprenderne le modalita, vera e propria situazione di "esodo", ci riporta al Sinodo interpretandolo nella logica di un processo dinamico in se stesso, una sorta di "conversione" in cui cio che conta non sara solo gcosah raggiungeremo, ma "come" ci arriveremo, facendo prima di tutto una buona esperienza di Chiesa e di comunione fraterna. In tal senso, i termini Chiesa e Sinodo diventano sinonimi, in quanto espressione di una stessa realta rimessa continuamente in viaggio dal Signore Gesu. 
 
La nostra Chiesa di Padova 
 
Nella Chiesa di Padova siamo senz'altro forti di una sinodalita ordinaria, costruita e maturata in decenni, che ci sta aiutando ad assumere il metodo del discernimento. In questo tempo, ci facciamo forza anche delle intuizioni del recente Sinodo dei giovani e possiamo confidare nellfascolto della Visita pastorale che accanto a questioni aperte fa scoprire tanta ricchezza e frutti evangelici nelle nostre terre. La stagione che viviamo, da ultimo, ci riporta al tempo complesso della pandemia da interpretare come kairòs,  vera "occasione" di ripensamento e coltivando la visione di quale Chiesa diocesana desideriamo custodire nel prossimo futuro. 
 
Quale Sinodo vorremmo? 
 
Tutti desideriamo unfesperienza di Chiesa da vivere nella gioia e nella consapevolezza che il Signore la ama e la guida. Per il Sinodo vorremmo un percorso leggero, comprensibile e stimolante, evitando la ripetitivita e la pesantezza. Se la questione e la visione di Chiesa, come sogno condiviso, allora non ci interessera discutere ogni singolo tema, quanto, invece, attivare buoni processi di crescita e maturazione, a partire da alcuni criteri e da alcune aree prioritarie di evangelizzazione. Per il Sinodo immaginiamo una partenza da quanto ci appassiona e puo diventare generativo, piuttosto che da quanto ci manca e ci sembra deficitario. 
 
Alcuni abbozzi di obiettivi 
 
A partire da una verifica degli elementi essenziali del Concilio Vaticano II e della loro attuazione; alla luce di Evangelii Gaudium e di una necessaria risposta alla realta odierna, segnata da un "cambiamento d'epoca" nel quale ci troviamo ad annunciare il Vangelo, avvertiamo la domanda di orientamenti su alcuni temi, quali: il senso e il volto futuro della parrocchia; l'annuncio cristiano ed una verifica dell' Iniziazione cristiana; la forma concreta gsussidiariah della Chiesa diocesana (parrocchia, gruppi di parrocchie, Unita pastorali, vicariati); il ministero dei preti, dei diaconi e la corresponsabilita dei laici. C'è davvero l'urgenza di mettere al primo posto l'essenziale del nostro essere credenti, accettando anche dei "tagli" che ci permettano di essere ancora una Chiesa missionaria, non appesantita dalla gestione dell 'esistente, comprese le strutture che ci appartengono. La Pasqua, a cui siamo diretti, ci ricorda che per risorgere bisogna saper morire. Non vi e la pretesa di risolvere tutto, ma la consapevolezza di "attivare processi " durante e dopo il Sinodo. Per certi aspetti il gdopoh Sinodo ci chiedera ancora piu impegno e dedizione. 
 
Gli atteggiamenti da coltivare 
 
Vorrei suggerire a tutti i battezzati e credenti della nostra Chiesa di Padova di accogliere il Sinodo come un atto di fede nellfazione dello Spirito Santo che sempre ci accompagna e precede. Vi chiedo di sviluppare, attraverso il Sinodo, quasi un gsupplementoh di amore alla nostra Chiesa, desiderando camminare insieme e insieme esplorare strade non ancora battute. Infine, vi invito a guardarlo come un gesto di cura e di responsabilita verso quanto potremo essere, ma anche verso le nuove generazioni, che domandano profondita ed autenticita. 
 
I collegamenti, le persone che sanno tenere insieme  
 
Comprendo che ci possano essere tante domande e timori nei riguardi della proposta del Sinodo: spesso percepisco anche la stanchezza e la fatica rispetto alla quotidianita dellfazione pastorale. Per arrivare a tutti e perche ciascuno possa offrire il suo contributo di pensiero e parola, il Sinodo avra bisogno di alcuni in grado di collegare e coinvolgere altri. Penso in particolare ai Consigli Pastorali e di Gestione Economica, ai referenti dei vari ambiti pastorali, ai presbiteri, ai diaconi, ai religiosi e alle religiose. A voi, affido volentieri il compito insostituibile di collegamento, di "cucitura" e di legame tra le varie persone e realta ecclesiali. 
 
Il santo viaggio 
 
Viviamo pertanto gli anni del Sinodo come un "santo viaggio" (cf. Salmo 83,6): nel fruscio leggero dei passi condivisi sentiremo la presenza del Signore che si prende cura di noi, ispirandoci un discepolato gioioso, generativo di vita buona. 
Auguro a tutti una buona Quaresima: questo tempo attivi idealmente i nostri primi passi di conversione e di rinascita!  
 
Padova, 26 febbraio 2021           Claudio Vescovo
 
Orario Sante Messe 
 
FESTIVO
Sabato
18,30 
 
 
Domenica
 
 8,00 
10,0
18,30 
 
FERIALE
Lunedì 
Martedì  
Mercoledì 
Giovedì 
Venerdì
 
 
18,30
 
 
 
 
NOTIZIARIO 13.06.2021 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
          
 
Parrocchia Annunciazione B.V. Maria 
Via San Gregorio Barbarigo 10/A 
35020 ALBIGNASEGO (PD) 
Tel.049-710342 
E-mail: parrocchiaferri16@gmail.com 
PEC: parrocchia.ferri@pec.it 
 
 
 
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Data ultimo aggiornamento 05.06.2021  -  Note Legali -  Webmaster Erminio